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Giovedi 02 Dicembre 2010 Ore 21:00 - Mai Morti - La Sardegna Dei Teatri Nona Edizione

GIOVEDI 02 DICEMBRE 2010 ORE 21:00 - MAI MORTI - LA SARDEGNA DEI TEATRI NONA EDIZIONE
 

Giovedì 02 DICEMBRE 2010 ORE 21:00

 

CINETEATRO ARENA - CALA GONONE

"MAI MORTI"

Testo e regia Renato Sarti

Con Bebo Storti

Produzione Teatro della Cooperativa

in collaborazione con Teatridithalia, Teatri 90 Progetti/Maratona di Milano

 

Mai Morti è uno spettacolo che fa discutere, arrabbiare, divide, emoziona e commuove.

Con una scrittura evocativa (una sorta di affabulazione nera), Renato Sarti ripercorre la nostra storia recente attraverso i racconti di un uomo mai pentito, per riflettere su quanto in Italia - razzismo, nazionalismo e xenofobia siano ancora difficili da estirpare.

È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce a questo nostalgico delle 'belle imprese' del ventennio fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa dell'ordine pubblico contro viados, extracomunitari, zingari e drogati. Mai Morti era il nome di uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas. A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella repressione antipartigiana, e al magma inquietante del pianeta fascista il personaggio guarda con delirante nostalgia. Durante una notte milanese dei nostri giorni il protagonista si abbandona a ricordi sacri, lontani, cari. Evoca il bell'agire della Ettore Muti, banda fascista che Mussolini elevò a legione autonoma che rimarrà tragicamente nella memoria della città per la ferocia delle torture praticate a centinaia di antifascisti. Rivive la strage della comunità copta di Debrà Libanos, a novanta chilometri da Addis Abeba, dove nel 1937 il viceré Rodolfo Graziani e il generale Maletti Pietro Senior si resero protagonisti dell'eccidio di 2000 fra fedeli e diaconi. Accenna all'uso indiscriminato e massiccio dei gas da parte dell'esercito italiano in Africa contro le popolazioni civili. E ancora rievoca le più orribili imprese portate a termine dalla Decima Mas nel Canavese e in Friuli nel 1944. Anche il passato più prossimo, e il nostro presente, animano i suoi sogni a occhi aperti: dalla Milano incandescente del 1969 quando 'ai funerali di Piazza Fontana si doveva fare il gran botto finale. (?) Allora si che si riusciva a scaraventare anarchici tranquillamente dalla finestra, raccontare frottole a destra e a manca e farla comunque sempre franca' fino ai fatti agghiaccianti del G8 di Genova e alla morte di Carlo Giuliani.

 

Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse dimenticato o non l'avesse mai appreso, che la parola antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di esistere

 

Teatro della Cooperativa

info@teatrodellacooperativa.it

 

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