I prodotti tipici della Sardegna

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I prodotti tipici della Sardegna riguardano la tessitura, oreficeria, ceramica, metalli, legno, cuoio, pelle.

Ma anche formaggi (pecorino sardo), dolci (seadas, tilicas, pabassinas ecc.), pane (muddizzosu, carasau, guttiau, spianate ecc.), olio, vino (cannonau, vermentino, carignano, moscato, malvasia ecc.)

Nei dintorni di Cala Gonone è possibile visitare i laboratori artigiani di molte di queste attività.

Il pane carasau è consumato in molti modi. Secco, cioè al naturale (a trakeddu) accompagna gusti salati e gusti dolci in grande varietà.

Uno dei modi più diffusi di consumo ha luogo con l’aspersione o una rapida immersione in acqua (pane infusthu), passaggio che restituisce alla sottile sfoglia l’umidità e conseguentemente la morbidezza necessaria perché possa essere avvolta intorno a salumi affettati e formaggi o essere associata ad altro companatico. Anche bagnato, il pane carasau continua ad avere la caratteristica di assorbire il liquidi con cui entra in contatto. Questa caratteristica è sfruttata per usarlo sotto le pietanze succose, ad esempio carni rosse cotte al sangue, o comunque quei cibi che rilasciano oli o grassi (dalla carne di maiale, alla verdura). Per bagnarlo si deve far scorrere dell’acqua unicamente dalla parte interna e ruvida della sfoglia per poi far subito sgocciolare la stessa tenendola qualche istante in posizione vertical; se il pane risulta troppo bagnato viene considerato da un vero barbaricino alla stregua della pasta scotta per un napoletano. Le grosse briciole che residuano invariabilmente alla spezzatura delle sfoglie sono dette nell’insieme “farrutta, pistizzu o frikinadura, ed uno dei loro utilizzi tipici, che peraltro consente di non perdere gli avanzi, è nel caffelatte.